Test del Coros Dura 2 Solar: Il contachilometri GPS da bici solare passa al livello successivo?
04 novembre 2026 / Basma Touili, author
Dopo aver sconvolto il mercato dei contachilometri ciclistici con un primo modello dall'autonomia straordinaria, il marchio americano ritorna con una versione ampiamente rivista. Il modello testato è il Coros Dura 2 Solar, il nuovo contachilometri GPS da bici a ricarica solare di Coros. Dal lato produttore: Coros, marchio riconosciuto per i suoi orologi GPS outdoor e i suoi contachilometri GPS da bici. Si tratta della seconda generazione del suo GPS da bici, che succede al Coros Dura lanciato nel 2024. La sua posizione è chiaramente di fascia alta, con un design completamente rivisto, materiali più premium e un'autonomia ulteriormente estesa per le lunghe uscite in bici.
Su carta, le evoluzioni annunciate danno la linea:
- Un'autonomia migliorata, mentre quella del Coros Dura (fino a 120 h dichiarate in GPS) era già un riferimento tra i contachilometri GPS da bici.
- Uno schermo MIP più grande: 3,5 pollici contro 2,7 pollici sul Coros Dura.
- Un nuovo design: la rotella scompare a favore di due pulsanti, uno sul lato sinistro e l’altro sul lato destro, e di due pulsanti aptici in basso allo schermo per passare da una pagina di dati all’altra.
Per valutare questa novità con occhio critico, il nostro tester, Clément, non parte da zero. Ha già percorso circa 8.000 km in due anni con il Coros Dura di prima generazione. Un uso quasi esclusivamente su strada, completato da qualche uscita gravel: questo retroterra gli permette di confrontare con precisione il Coros Dura 2 Solar con il suo predecessore e di misurare la realtà delle sue evoluzioni.

Contesto del test: Oltre 400 chilometri di esigenza alla prova dell'autunno
Prima di entrare nel vivo della questione, era necessario mettere alla prova questa seconda generazione nelle condizioni reali della strada e dell’allenamento indoor. Ho testato il Coros Dura 2 Solar durante 5 sessioni distribuite su 10 giorni, in ottobre 2026, per un totale di circa 435 km. L’ho utilizzato principalmente su strada, durante 3 uscite (130 km, 80 km e 110 km) della durata da 3 a 6 ore (pause comprese), con un clima autunnale e fresco (tra 5 e 10 °C). L’ho anche utilizzato sul home trainer per 2 sessioni (55 km e 60 km).
Per mettere questo computer alla prova in una configurazione orientata alla performance, l’integrazione sul manubrio e l’abbinamento dell’hardware sono stati scrutati fin dalle prime pedalate. Il Coros Dura 2 Solar è stato montato su una bici da strada Trek Madone SL7. Era abbinato a pedali con sensori di potenza Favero Assioma Pro RS-1 e a un sensore di frequenza cardiaca Coros.
All’inizio di questo protocollo di test, avevo due punti di attenzione ben precisi in mente, ereditati dalla mia esperienza con la prima versione:
- Lo schermo: il pannello LCD MIP (memory-in-pixel) da 400 × 240 pixel del Coros Dura è molto leggibile in tutte le condizioni, ma è indietro rispetto alla concorrenza.
- Il rapporto schermo/cornice: sul Coros Dura, il pannello di ricarica solare situato sopra lo schermo occupa una parte importante della faccia del computer.
Design, ergonomia e schermo: Un salto di qualità spettacolare e un display trasformato
Dimensioni, peso e nuova ergonomia senza rotella
Appena aperta la scatola e presa in mano per la prima volta, il cambiamento estetico salta agli occhi. Il Coros Dura 2 Solar misura 117 × 58 × 17 mm (senza supporto) e pesa 99 g, contro 99,5 × 60,8 × 15,7 mm e 102 g per il Coros Dura. È quindi più lungo di 17,5 mm e leggermente più spesso (+1,3 mm), ma un po’ più stretto (−2,8 mm) e 3 g più leggero, nonostante uno schermo nettamente più grande. Il design è stato completamente rivisto e modernizzato: due pulsanti su ogni lato del dispositivo e pulsanti aptici in basso sulla scocca, con frecce di scorrimento per navigare nei menu o cambiare schermata d’attività mentre pedali. Il display touch è reattivo, con o senza guanti.
Lo schermo MIP da 3,5 pollici: leggibilità e reattività touch
Di fronte alle critiche mosse alla prima generazione sulla dimensione del pannello, l’evoluzione visiva rappresenta un vero passo avanti. Il Coros Dura 2 Solar passa da uno schermo MIP da 2,7 pollici a uno schermo MIP ampliato di 3,5 pollici. La leggibilità di questo pannello MIP rimane eccellente sia in condizioni di scarsa luminosità (sotto il bosco, uscita mattutina, tunnel) sia in pieno sole (terreno aperto, sole frontale o laterale). Infine, il touch screen è più reattivo rispetto a quello del Coros Dura.
Finiture premium, presa in mano e compatibilità dei supporti
Sul fronte della costruzione e della robustezza percepita, il riscontro è altrettanto lusinghiero. I materiali del Coros Dura 2 Solar sono più nobili: l’alluminio e la fibra di carbonio sostituiscono il polimero rinforzato del Coros Dura, con una vera sensazione di salto di livello. La finitura complessiva è più qualitativa. Unico neo: lo schermo, più sottile di quello del Coros Dura, può sembrare più fragile in caso di caduta (situazione che fortunatamente non ho vissuto durante il test).
Quanto alla manipolazione con guanti autunnali o invernali, l’abbandono della rotella laterale è, a mio avviso, una scelta pertinente. La presa in mano del Coros Dura 2 Solar è nettamente migliorata grazie al nuovo pulsante sinistro (ritorno alla schermata precedente) e ai due pulsanti aptici in basso allo schermo, che sostituiscono la rotella per scorrere le schermate d’attività. E per i ciclisti già equipaggiati che temono di dover cambiare manubrio, non serve riacquistare un supporto: il Coros Dura 2 Solar rimane compatibile con il fissaggio originale del Coros Dura così come con i supporti standard Garmin, senza adattatore.

Navigazione, mappatura e precisione GPS: Un ricalcolo del percorso finalmente all’altezza
Mappatura integrata e download offline
Sul campo, un computer top di gamma si giudica soprattutto per la sua capacità di guidare il ciclista senza esitazioni. Sul fronte delle mappe, nessuna rivoluzione: la mappatura integrata del Coros Dura 2 Solar rimane una delle più precise sul mercato, grazie a frequenti aggiornamenti tramite l’applicazione. La visualizzazione delle mappe è chiara: durante il follow-up di una traccia GPX, puoi zoomare e fare zoom out sul percorso o scorrere la mappa con un semplice tocco sul display touch.
Per installare le mappe offline sul computer, devi sempre passare dall’app Coros. Il gestore delle mappe le divide per settore: la Francia, per esempio, è divisa in una decina di zone, tutte scaricabili gratuitamente. Il download avviene solo in Wi-Fi (impossibile tramite rete mobile): quindi pensa ad anticipare prima di partire.
Indicazioni turno per turno e rapidità del ricalcolo del percorso
Dove il computer era atteso al varco è sulla sua reattività in caso di cambi di direzione imprevisti. È uno dei grandi miglioramenti rispetto al Coros Dura: le indicazioni turno per turno rimangono efficaci e il ricalcolo dell’itinerario è ora molto più veloce e preciso. Se sbagli un incrocio, il Coros Dura 2 Solar ricalcola il percorso in 3-5 secondi e propone di tornare sulla traccia iniziale oppure di “tagliare” per ritrovarla più avanti. Un’opzione “Annulla il re-routing” consente anche di bloccare la guida quando non hai più bisogno della traccia originaria: ideale a fine uscita, se conosci una scorciatoia per tornare a casa.
Potenza del processore e precisione della traccia GPS
Il processore del Coros Dura 2 Solar è stato ottimizzato: il computer si accende più velocemente e, soprattutto, ricalcola i percorsi molto più rapidamente rispetto al Coros Dura di prima generazione. Test effettuato nella valle di Chevreuse, con copertura 4G di qualità media. Parallelamente, l’acquisizione del segnale satellitare all’accensione è quasi immediata. Il tempo di acquisizione del segnale GPS varia da 10 a 30 secondi a seconda del punto di partenza. Ho misurato questi tempi a Parigi (17° arrondissement), in un’area urbana densa, e nella valle di Chevreuse.
Sulla mappa, la distinzione tra strade, sentieri e mulattiere è ben dettagliata. Se stai attento, il rischio di sbagliare percorso è molto basso. In caso di errore, il GPS ti avvisa (con allarme sonoro e/o visivo), propone di tornare indietro, poi ricalcola il percorso se continui in un’altra direzione, finché non trova un’alternativa per rientrare nel tracciato originale.
Importazione di percorsi GPX e limiti persistenti
Per la gestione delle tracce a monte, le abitudini rimangono invariate. Durante questo test ho utilizzato percorsi in formato GPX creati su Strava e importati nell’applicazione Coros. Il trasferimento al computer richiede solo pochi secondi e non ho incontrato problemi di tracciamento durante le uscite. Il metodo è identico a quello del Coros Dura: si importa il file GPX nell’app Coros, che lo invia al GPS bici; il percorso è quindi accessibile dal menu “Itinerari”.
Nel test del Coros Dura, Baptiste segnalava due aspetti negativi: il ricalcolo del percorso solo se il computer è connesso al telefono e l’impossibilità di creare itinerari direttamente dal computer, con l’app poco intuitiva a tal fine. Io non ho riscontrato il limite del ricalcolo dipendente dal telefono durante questo test: questo punto resta da confermare con un uso più lungo. Invece, creare o modificare un itinerario direttamente dal computer non è ancora possibile.
Altimetro barometrico e monitoraggio delle salite
Infine, quando la strada si impenna, l’altimetro barometrico e il gestore di salita sono presenti. L’altimetro barometrico è affidabile e il monitoraggio delle salite (equivalente al ClimbPro di Garmin) funziona come sul Coros Dura: all’inizio di ogni salita il computer la annuncia e mostra il numero di salite rimanenti sul percorso, la distanza fino alla cima e il dislivello positivo del tratto. La revisione della schermata di attività rende questi dati più leggibili e una pagina dedicata consente di seguire la salita nella sua interezza


Connettività, ecosistema e interfaccia: La semplicità Coros sempre al top
Sensori esterni, sincronizzazione e aggiornamenti
Uno dei grandi punti di forza di Coros risiede nel suo ecosistema pulito e facile da usare. Sul piano della connettività hardware, il Coros Dura 2 Solar si collega in ANT+ e Bluetooth a tutti i sensori essenziali: sensore di frequenza cardiaca, sensore di potenza e sensore di cadenza, così come al home trainer tramite ANT+.
Che dire della condivisione delle uscite verso applicazioni di terze parti? Il Coros Dura 2 Solar è compatibile con le principali piattaforme di allenamento, e la sincronizzazione è automatica non appena l’attività è registrata. Se un’attività non viene trasferita automaticamente, basta aprire l’app Coros, che fa da collegamento con la tua piattaforma di monitoraggio delle prestazioni (Strava, Nolio, ecc.). Inoltre, Coros fornisce un monitoraggio software regolare: gli aggiornamenti del firmware vengono proposti all’apertura dell’applicazione e si installano via Bluetooth o Wi-Fi (più veloce).
Navigazione nei menu, avvisi e comando vocale
Nell’uso, l’interfaccia software mantiene questa filosofia incentrata sull’efficienza immediata. I menu, già intuitivi sul Coros Dura, rimangono identici sul Coros Dura 2 Solar: accensione, selezione dell’attività, partenza. Il numero di clic e gli elementi mostrati sullo schermo sono gli stessi del Coros Dura: non è necessario alcun tempo di adattamento. Le schermate dati si personalizzano facilmente dall’app Coros, il che facilita la configurazione del contatore prima dell’uscita. Durante la guida, le notifiche e gli avvisi sono ben integrati nella guida, con a scelta una notifica sonora, un avviso visivo sullo schermo del GPS o entrambi.
Invece, il comando vocale mi è sembrato inefficace in bici: il GPS capisce male le richieste e alla fine devi comunque eseguire l’azione manualmente.
Autonomia e ricarica: La promessa delle 100 ore regge davvero?
Consumo reale sul campo e contributo del solare
Con il passaggio a uno schermo MIP più grande da 3,5 pollici, si poteva temere un impatto sull’autonomia della gamma. Tuttavia, i dati rilevati sul campo sono impressionanti. Coros annuncia oltre 100 ore di autonomia per il Coros Dura 2 Solar. Dopo 10 giorni di test, è impossibile convalidare questo numero fino in fondo, ma le mie rilevazioni mostrano che la promessa è credibile: su un’uscita di 130 km (circa 4 h 30 di sforzo, 5 h totali, 28,5 km/h di media e 900 m di dislivello positivo), la batteria ha perso solo il 7,5% della sua carica. L’attività ha consumato l’8,6% di batteria, di cui l’1,1% compensato dalla ricarica solare, nonostante un cielo grigio e 7 °C per tutta l’uscita. Da notare: il contatore era collegato a un sensore di potenza e a un sensore di frequenza cardiaca, con lo schermo alla luminosità massima, ed è rimasto acceso (attività semplicemente in pausa) durante le soste.
Tempo di ricarica in USB-C e gestione dell’energia
Quando finalmente è necessario passare alla presa elettrica, la ricarica del Coros Dura 2 Solar avviene tramite porta USB-C: considera tra 2 h 30 e 3 ore per una carica completa, con la ricarica solare che integra la batteria mentre guidi. Non esiste una modalità risparmio energetico dedicata, ma puoi prolungare l’autonomia riducendo la luminosità dello schermo, disattivando le notifiche e diminuendo la frequenza di registrazione dei punti GPS. Con oltre 100 ore di autonomia dichiarata, queste impostazioni di risparmio energetico dovrebbero comunque essere poco usate.
Verdetto e riassunto del mio test del Coros Dura 2 Solar
Posizionamento tariffario e consiglio d’acquisto
Arrivato al bilancio, questo salto tecnologico e materiale è accompagnato da un marcato riposizionamento di prezzo. Il costo è coerente con la concorrenza, tenuto conto della fascia alta del Coros Dura 2 Solar (materiali premium, esperienza utente e design modernizzati). Venduto a 499 € (senza supporto), rappresenta però un forte aumento rispetto al Coros Dura, proposto a 289 €.
Allora, vale la pena buttarsi su questa nuova versione se già possiedi il primo modello? Se il tuo Coros Dura funziona ancora perfettamente, non c’è fretta: meglio aspettare prima di passare al Coros Dura 2 Solar. Al contrario, se cerchi un contachilometri GPS bici premium con un’autonomia molto elevata, merita tutta la tua attenzione. Il Coros Dura 2 Solar è particolarmente ben riuscito per la strada performance, il gravel e il bikepacking, pratiche in cui la sua autonomia e la navigazione fanno la differenza.
Punti di forza e punti deboli
| Punti di forza | Punti deboli |
|---|---|
| Un design completamente ripensato, più leggero e più premium | Ancora impossibile creare o modificare un percorso direttamente dal GPS |
| Uno schermo MIP da 3,5 pollici, più grande, più leggibile e più reattivo | Un comando vocale poco affidabile in bici |
| Un’autonomia dichiarata superiore alle 100 ore, sempre impressionante, supportata dalla ricarica solare | |
| Un’app Coros e un abbinamento dei sensori esterni sempre semplici |
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