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Il nostro test delle adidas Five Ten Freerider Pro BOA, il grip di riferimento passa al BOA !

17 août 2026 / Redac , Autore

Se c’è una scarpa che si vede molto spesso nei spot di enduro e nei bike park, è la Five Ten Freerider. Difficile non notarla dato che il suo grip è diventato una riferimento negli anni.

Con questa nuova Freerider Pro BOA, adidas riprende una ricetta che già conosciamo bene, ma sostituisce i lacci con un sistema di chiusura BOA. Sulla carta, l’evoluzione può sembrare abbastanza semplice. Sul campo, invece, cambia molte cose. Come praticante di enduro e DH, è tipicamente il tipo di dettaglio che volevo provare. I lacci fanno molto bene il loro lavoro, ma poter regolare la chiusura in pochi secondi prima di una speciale, o semplicemente stringere la scarpa durante un’uscita, è piuttosto comodo.

Scatola delle adidas Five Ten Freerider Pro BOA per il loro test

Il BOA è un piccolo cambiamento che fa la differenza

La principale novità di questa versione è ovviamente il sistema BOA Li2. Non serve più rifare i lacci, cercare dove bloccarli o chiedersi se finiranno nella trasmissione. Basta girare la rotella per regolare la chiusura e soprattutto, la regolazione è molto precisa.

Per pedalare, puoi tenere una regolazione confortevole, poi stringere leggermente prima di una discesa più impegnativa. La chiusura resta ben distribuita sul piede. Non hai quella sensazione di avere un laccio particolarmente stretto in un punto e meno in un altro. Dal punto di vista dello stile, trovo che il BOA dia un aspetto più moderno alla scarpa. 

La presa Five Ten 

È ovviamente il punto su cui ci si aspetta una Freerider. La suola esterna Stealth S1™ Dotty è sempre lì, con ciò che ha fatto la reputazione delle Five Ten da anni, una presa veramente impressionante sui pedali flat. Sotto il piede, la suola intermedia in EVA apporta invece un po' più di comfort e ammortizzazione, soprattutto quando le uscite si allungano.

Una volta che il piede è posato sul pedale, si muove molto poco. Anche nei tratti dove si scuote davvero, il piede resta ben fermo e puoi concentrarti sulla traiettoria piuttosto che sulla tua posizione sul pedale. Per quanto mi riguarda, spesso uso pedali automatici, ma qui mi sono sentito subito sicuro grazie alla presa e alla stabilità della scarpa. La Freerider Pro resta un valore sicuro, il BOA porta novità, ma adidas non ha toccato ciò che rendeva interessante il modello in primo luogo. La Freerider Pro BOA non è una scarpa morbida. Offre un buon supporto del piede rimanendo però abbastanza confortevole per passare diverse ore in bici.

Per l'enduro, è un punto importante, non cerchiamo solo una scarpa performante per cinque minuti in discesa, bisogna anche poter pedalare e sopportare le lunghe giornate in bici. La scarpa resta peraltro abbastanza piacevole da indossare anche durante le fasi in cui scendi dalla bici. Non è ovviamente una scarpa da trekking, ma per camminare qualche minuto tra una run e l'altra o intorno al bike park, nessun problema.

adidas Five Ten Freerider Pro BOA sul campo

Comfort e supporto per le uscite lunghe

La Freerider Pro è pensata anche per sopportare le sollecitazioni della MTB. La costruzione ispira fiducia e le varie zone rinforzate permettono di proteggere il piede dai piccoli urti e dagli sfregamenti che si possono incontrare sui sentieri. È anche una scarpa che non si teme di sporcare perché si pulisce molto facilmente. 

Per quale praticante?

Per me, la Five Ten Freerider Pro BOA si rivolge soprattutto ai praticanti di pedali flat che cercano una scarpa versatile ma con un vero livello di supporto e presa. Sarà particolarmente interessante per:

  • i praticanti di enduro
  • i rider di DH e bike park
  • chi pedala regolarmente con pedali flat
  • chi cerca un supporto preciso del piede
  • i praticanti che vogliono poter regolare facilmente la chiusura

Può anche andare benissimo a qualcuno che pedala per più ore e che non vuole dover scegliere tra comfort nella pedalata e supporto in discesa.

adidas Five Ten Freerider Pro BOA appese a un albero

Cosa ricordare di questo test delle adidas Five Ten Freerider Pro BOA

Con questa versione BOA, adidas Five Ten fa evolvere la Freerider Pro senza toccare ciò che ne fa il successo. E sinceramente, è una cosa piuttosto buona. L’aderenza rimane ovviamente il punto forte principale della scarpa, ma il BOA aggiunge un vero valore aggiunto nella vita di tutti i giorni. La chiusura è rapida, precisa e soprattutto super facile da regolare. Dopo qualche uscita, prendi subito l’abitudine di girare la rotella invece di rifare i lacci.

Mi è piaciuto anche molto il colore marrone, cambia un po’ dai tradizionali nero e bianco e dà davvero un look simpatico alla scarpa. E grande punto a favore per la manutenzione, nonostante le uscite nella polvere, nel fango e con gli schizzi, si pulisce molto facilmente. Un colpo di spugna o di getto d’acqua e ritrova rapidamente un aspetto pulito. 

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