Il sensore di potenza, a lungo considerato un prodotto riservato alle élite e ai competitori professionisti, si sta sempre più democratizzando e ora equipaggia le biciclette di molti ciclisti amatori. Inoltre, su alcune delle migliori bici da corsa, questi sensori sono presenti già all'acquisto della bici. Questo strumento che può sembrare complesso a prima vista si rivela molto utile e semplice da usare una volta spiegato il suo funzionamento. A titolo di richiamo storico, è stato nel 1986 che è nato il primo sensore (la guarnitura SRM), rivoluzionando la valutazione della performance ciclistica in condizioni reali. Ecco perché ti presenteremo il suo interesse per i ciclisti, il suo funzionamento e i diversi tipi di sensori disponibili sul mercato.

L'interesse di un sensore di potenza per il ciclista
Il sensore di potenza è uno strumento che permette di misurare la potenza sviluppata dal ciclista pedalando. A partire da questo dato è poi possibile definire diverse zone di intensità molto utili per allenarsi e progredire. Per definire le varie zone di allenamento ti basta effettuare un test PMA o FTP. Trovi i nostri consigli per migliorare in bici. Tradizionalmente usati sulle bici da corsa o sulle bici da triathlon, la loro popolarità cresce anche tra i praticanti di gravel.
L'uso di un sensore di potenza fornirà informazioni più precise e complete rispetto alla tradizionale frequenza cardiaca. La frequenza cardiaca presenta come principale limite una notevole inerzia, non reagisce istantaneamente durante i cambi di intensità in bici, ci vuole quindi un certo tempo per salire o scendere durante lo sforzo, il che rende poco affidabile il monitoraggio degli allenamenti a intervalli e l'analisi delle tue uscite. Al contrario, la potenza non presenta alcuna inerzia e non è soggetta a derive legate al caldo, alla disidratazione o alla fatica.
Tuttavia, queste informazioni legate alla frequenza cardiaca saranno complementari per valutare il tuo stato di forma visualizzandone l’evoluzione nel tempo. L'analisi combinata delle curve di frequenza cardiaca e potenza è infatti un ottimo indicatore del tuo livello di allenamento, un lavoro di fondo regolare porta sistematicamente ad una diminuzione della frequenza cardiaca per la stessa potenza sviluppata. Grazie ai dati di potenza potrai migliorare la tua forza, la tua velocità o la tua capacità lattacida per migliorare lo sprint sulle salite.
Inoltre, il suo utilizzo in gara ti permetterà di avere riferimenti di intensità affidabili su cui basarti per gestire meglio gli sforzi ed esprimere appieno il tuo potenziale.
Durante le tue uscite il sensore di potenza ti permetterà di misurare l’evoluzione dei watt prodotti per analizzare il tuo stato di forma e livello di fatica, così da seguire i tuoi progressi.
Alcuni sensori offrono una misurazione differenziata destra/sinistra permettendoti di conoscere la reale ripartizione della potenza durante lo sforzo e monitorare l’equilibrio tra gamba destra e sinistra. Questo dato è particolarmente importante per gli sportivi che riprendono dopo un lungo periodo di stop o a seguito di un infortunio e sono soggetti a squilibri di forza tra le due gambe. Trova la nostra selezione di sensori che offrono una misurazione bilaterale.
Oltre a questi dati generali, alcuni sensori permettono un'analisi più dettagliata della tua pedalata fornendo diversi indicatori sulla distribuzione della potenza, informandoti sui momenti morti e sulle fasi di spinta del tuo ciclo di pedalata per misurare la sua efficacia e seguire l’evoluzione della tua tecnica di pedalata. Lavorare su queste fasi di transizione bassa e alta (il punto morto) permette in particolare di aumentare la forza efficace e ridurre la forza inutile applicata parallelamente alla pedivella.
Come funziona un sensore di potenza?
Il sensore di potenza misura la forza che applichi sui pedali, sulle pedivelle o sul movimento centrale grazie a estensimetri, piccoli sensori che rilevano le minime deformazioni dovute al tuo sforzo. Associando questa forza alla tua cadenza di pedalata (velocità angolare), calcola la potenza motrice che sviluppi in ogni istante e la esprime in watt. I dati sono poi inviati in tempo reale al tuo contachilometri GPS, smartphone o tablet tramite Bluetooth o ANT+.
I diversi tipi di sensori di potenza
Oggi esistono diversi tipi di sensori di potenza, ognuno con i suoi vantaggi e svantaggi:

Pedali con sensore di potenza
Molto apprezzato, questo sensore brilla per la sua facilità di installazione. Trasferibile da una bici all’altra in pochi minuti, è ideale se possiedi più biciclette. La misurazione su entrambi i pedali (proposta da Garmin con i suoi Rally, Assioma o Wahoo) permette di ottenere dati separati per ogni gamba. Puoi così analizzare l'efficacia del tuo ciclo di pedalata durante l’allenamento. Se cerchi un sistema ultra pratico senza complicarti con la meccanica, questo prodotto è il più adatto.

Leve con sensore di potenza
Disponibile in versione singola o doppia faccia, questo sensore integrato nella leva si installa facilmente. Il suo principale vantaggio è il prezzo, spesso molto accessibile nella versione singola. Attenzione però: un modello a singola faccia offre dati meno precisi rispetto a uno doppio. Calcola la potenza totale moltiplicando per due le misurazioni di una sola gamba, ignorando così le variazioni dovute alla fatica o a un eventuale squilibrio muscolare (una gamba più forte dell’altra).

Guarnitura con sensore di potenza
È il tipo di sensore più diffuso e più utilizzato grazie alla precisione che fornisce. Infatti, misura la forza vicino al punto di pressione, il che costituisce un vantaggio nella lettura dei dati. Marchi come SRAM/Quarq, Shimano o SRM utilizzano questa posizione privilegiata. Fanno inoltre la loro comparsa modelli ibridi con un sistema integrato nelle corone. Tuttavia, grazie alla sua efficienza, rimane uno dei prodotti più costosi sul mercato.

Stella con sensore di potenza
Un sensore di potenza situato sulla stella delle pedivelle è un modo per ottenere alta qualità restando in una fascia di prezzo accessibile. Inoltre, è in grado di raccogliere dati sulla potenza totale di entrambe le gambe, perché logicamente consente il movimento costante delle pedivelle e della catena. Questo modello è anche abbastanza semplice da usare e installare, in quanto ha solo bisogno di essere fissato.
Quale sensore per la mia pratica?
Tutti i tipi di sensori citati sopra presentano caratteristiche diverse che rispondono a esigenze e aspettative differenti. La tua scelta di preferirne uno piuttosto che un altro dipende solo da te e dall’uso che vuoi farne.
Tuttavia, è importante considerare diversi fattori prima di fare la tua scelta: il budget, la frequenza di utilizzo, se vuoi usarlo su uno o più bici e infine le attrezzature di cui disponi.
Alcuni prodotti presenti sul nostro sito:
| Tipo di sensore | Esempi di modelli di punta | Vantaggi | Limiti |
|---|---|---|---|
| Pedali | Favero Assioma Duo, Garmin Rally, Wahoo Powrlink | Installazione molto rapida, ideale se hai più bici. Misurazione separata DX/SX molto precisa. | Pedali più esposti in caso di eventuali cadute. |
| Pedivelle | Rotor Inpower Direct Mount, Stages, 4iiii | Montaggio semplice, sensore discreto. Ottimo rapporto qualità/prezzo nella versione "monofacciale". | Le versioni "monofacciali" ignorano gli squilibri tra le due gambe. |
| Guarnitura | SRAM Quarq Red AXS (aero 12v), Praxis Zayante Carbon M30 4iiii | Precisione eccezionale il più vicino possibile allo sforzo, estetica pulita. | Sistema più costoso, richiede un montaggio e compatibilità più complessi. |
| Stella | Rotor INspider Direct Mount, Quarq DFour DUB 110mm | Misura la potenza totale di entrambe le gambe, eccellente compromesso prezzo/precisione. | Richiede una guarnitura con stella smontabile compatibile. |